proserpina Archives - Il Canto di Estia di Marisa Raggio

Il viaggio di Proserpina

Il viaggio di Proserpina

Una storia antica, sempre la stessa.

Non ho ancora capito bene perché è successo.
Io e mia mamma Rita siamo sempre state unitissime, mio padre impegnato con i turni in fabbrica, e noi due sempre insieme. In casa un gran movimento: i bambini del vicinato, animali vari e lei che sfornava dolci per le nostre merende. Credo che il profumo della torta marmorizzata di mia madre mi accompagnerà tutta la vita.
Comunque il nostro modesto appartamento accoglieva i randagi a due e quattro gambe che mamma raccattava. Lei era fatta così, diceva che un piatto di minestra non si nega a nessuno e mi insegnava che le persone sono tutte sostanzialmente votate al bene. E io le credevo, ero fiera di lei, ma certe volte avrei voluto provare a fare a modo mio, quale fosse quel modo però non lo sapevo.
Poi andai al liceo, erano anni difficili quelli, 1973, un gran casino per le strade, manifestazioni e persino Rita che si occupava di politica, saltava da una riunione all’altra, la casa ancora più affollata del solito.
Io a scuola vedevo i ragazzi dell’ultimo anno, i jeans stinti, le Clarks ai piedi: discutevano sempre fra di loro, mi sembravano così intelligenti, pronti a salvare il mondo.
Ma il più figo era lui, il bel tenebroso della Quinta B.
A scuola andava malissimo, di politica in realtà non si occupava, credo che non avesse mai letto un libro fino in fondo, eppure tutti lì a girargli intorno come satelliti intorno al sole. Le feste funzionavano solo se c’era lui: chi non avrebbe voluto essere suo amico? Chi non avrebbe voluto essere la sua donna?
Perché tra tutte le ragazze carine che lo adoravano si fosse fissato proprio con me non l’ho mai capito. Forse perché aveva intuito che io era la più sciocchina, quella che gli avrebbe permesso di fare tutto quello che voleva.
A quell’epoca il desiderio di trasgressione dei ragazzi passava per due strade che, anni dopo, spesso si sarebbero incrociate: una era la politica, l’altra qualcosa di molto più pericoloso: l’eroina.
Io già li riconoscevo quel che si facevano, spesso erano messi male, ma alcuni avevano il fascino degli angeli caduti, chiusi fra loro in un circolo di “eletti”. E al centro di tutto c’era lui che mi omaggiava di un bel biglietto per l’Inferno. Così tutto ebbe inizio.
Eppure, anche dopo l’eroina per me il baratro non si era era ancora spalancato completamente. Toccai il fondo quando lui mi disse che se lo amavo veramente dovevo dimostrarglielo.
Iniziò con il suo migliore amico, quasi un fratello mi disse, loro condividevano tutto ciò che possedevano ed io ero una sua proprietà. Dopo pochi giorni iniziò a impormi uomini sconosciuti e via via, sempre più disgustosi. Dovevo guadagnarmela la dose, pensavo forse che lui mi avrebbe regalato la roba per sempre?
Ecco, era questo il baratro e io ci ero caduta in pieno, cominciavo a rendermene conto, ma non c’era nulla che potessi fare, mi trovavo nelle mani dell’Orco.
L’Orco era astuto, carismatico, ma commise un errore: aveva sottovalutato mia madre, Il tornado Rita come lo chiamavo io da bambina.
Lei si era accorta abbastanza in fretta che le cose non andavano bene, ma non sapeva proprio da che parte cominciare. Mio padre, gli zii, tutta la famiglia, la trattavano da pazza paranoica :” È una fase” le dicevano”, “vedrai che poi tutto si mette a posto”.
Brava gente i miei parenti, persone semplici, un po’ ottuse, che neanche sospettavano l’esistenza di una cosa che si chiamava eroina,
E neanche potevano immaginare l’inferno in cui ero finita.
Rita invece cominciava a capire, si rivolse ai professori, parlò con uno psicologo, tutti allargavano le braccia, tutti si dimostravano incapaci di aiutarla.
Qualcuno le diede il consiglio di mandarmi all’estero a studiare, come se fosse possibile in una famiglia modesta come la mia! Intanto avevo cominciato a rubare in casa, piccole somme, piccoli gioielli, i soldi della spesa della nonna, il borsellino della zia che era venuta a trovarci.
Solo a questo punto anche mio padre dovette accettare il fatto che stava succedendo qualcosa di molto brutto alla sua bambina.
Così, a malincuore, Rita trascinò il marito alla polizia.
Ci beccarono con le mani nel sacco, eravamo in un lurido scannatoio, tipi strani che aspettavano docili il loro turno per andare con la “ragazza”, ovunque siringhe, cucchiai, mezzi limoni e bustine di ero.
Io uscii subito, avevo 16 anni, ma lui, il genio pluri-ripetente, aveva già compiuto 21 anni. Restò dentro per un bel po’.
All’inizio per me fu dura, durissima, ma portai a casa la pelle, non mi ammalai e riuscii persino a terminare gli studi ed eccomi qui dopo tanto tempo, a raccontare questa storia uguale a quella di tante altre ragazze della mia generazione.
Oggi che faccio l’insegnante, posso dire di avere un certo occhio per le situazioni pericolose in cui si trovano le mie sallieve, c’è poco da fare, l’esperienza insegna… e tu impari a leggere i segnali.
Per il mio idolo andò peggio, ebbe un condanna severa, ma in galera fece carriera diventando una specie di piccolo boss, tanto che per un lungo periodo dovetti convivere con la paura che uscito di prigione potesse vendicarsi su mia madre.
Passarono gli anni, molti anni. Con mio grande disappunto un pomeriggio piovoso lo incontrai per la strada, spiumato, macilento, ma sempre con lo stesso sguardo arrogante: gli occhi scuri lucidi come carboni. Pensai di fingere di non vederlo, ma lui mi chiamò tre volte. E così fui costretta a fermarmi, a parlargli nonostante il disgusto che provavo. Voleva dirmi una cosa, sembrava tenerci davvero, doveva averla covata per tanto tempo. Mi disse che non ce l’aveva con me: ”che gentile” pensai furiosa, e stavo per girargli le spalle quando lui aggiunse: “ non ce l’ho neanche con Rita anche se mi ha mandato dentro, alla fine ha fatto il suo mestiere, lei è una tosta! E tosto anch’io che sono ancora vivo nonostante la galera e tutto quanto: siamo della stessa pasta io e tua madre”.
E finalmente riuscii ad andarmene, lasciandomelo per sempre alle spalle: dal giorno che l’avevo incontrato nei corridoi del liceo, di fronte alla Quinta B, erano passati trentadue anni.

Marisa Raggio “ I Fiori e le Dee”

(L’immagine in evidenza è tratta dal film “Christiane F.-Noi ragazzi dello zoo di Berlino”)

Il Ratto di Proserpina di Lorenzo Bernini

IL CALENDARIO DEI SEMINARI 2019

IL CALENDARIO DEI SEMINARI 2019

IL CALDENDARIO DEI SEMINARI 2019 E’ DEFINITO! 🌹

Se desiderate approfondire i contenuti che postiamo sulla nostra pagina, siamo liete di invitarvi ai nostri prossimi seminari, nelle seguenti date:

🌀 03 FEBBRAIO 2019
“Il Labirinto delle 7 Dee – alla scoperta del Femminile Sacro attraverso il Mito e la Floriterapia”.
Seminario introduttivo, in cui verranno narrati i miti legati alle 7 Dee del Pantheon greco-romano affinchè ciascuna/o partecipante possa sperimentare nel proprio personale mondo emotivo le valenze simboliche maggiormente “risonanti”.

🌀 17 FEBBRAIO 2019
“Agire la Dea – prima parte”.
Laboratorio esperienziale dedicato all’approfondimento di 3 dee fondamentali per lo sviluppo della Coscienza Femminile: Persefone (la Fanciulla e Regina degli Inferi) ), Demetra (la Madre) ed Estia (la Consapevolezza di Sè)
Per partecipare a questo seminario è necessario aver frequentato il seminario introduttivo.

🌀 09 GIUGNO 2019
“Agire la Dea – seconda parte”.
Laboratorio esperienziale dedicato all’approfondimento di 2 coppie di Dee polari:
– Artemide ed Era
– Atena ed Afrodite
Per partecipare a questo seminario è necessario aver frequentato il seminario introduttivo.

Tutti i seminari proposti si svolgeranno a Milano (in location da definire) ed inizieranno alle 10.00 del mattino, per terminare verso le 18.30

Per qualsiasi ulteriore informazione, saremo liete di fornirvi tutti i dettagli!

Vi aspettiamo, Marisa e Susanna 🌹

Il Labirinto delle 7 Dee

“IL LABIRINTO DELLE 7 DEE – alla riscoperta del Sacro Femminile”  CALENDARIO EVENTI 2018

“IL LABIRINTO DELLE 7 DEE – alla riscoperta del Sacro Femminile” CALENDARIO EVENTI 2018

Per coloro che si accostano per la prima volta al metodo di Marisa Raggio, proponiamo un laboratorio introduttivo sul concetto di Archetipo Femminile e sulle Dee del Pantheon greco-romano che agiscono sul nostro mondo emozionale.

20 Maggio 2018

Il Labirinto delle 7 Dee – workshop introduttivo

· Organizzato da Il Labirinto delle 7 Dee e Lighthouse CromoRañj R. Ravizza, via Eupili 10 Milano

Quando la donna diventa econsapevole delle forze archetipiche che agiscono in lei, ottiene il potere che questa conoscenza fornisce.
Le Dee della mitologia greco-romana sono  per la  cultura occidentale una  efficace rappresentazione di tali forze che, potenti e invisibili, plasmano la nostra condotta ed influenzano le nostre emozioni.
La consapevolezza di di tali impulsi  apre una nuova prospettive per incontrare il proprio Sé.
Quando una donna sa qu
ale “dee” rappresentano le forza dominanti dentro di lei, raggiunge una maggiore chiarezza riguardo ai propri istinti,  alle  priorità ed inclinazioni.

Questa consapevolezza rappresenta un riferimento indispensabile quando vogliamo stabilire degli obiettivi e fare delle scelte che ci corrispondano veramente.

 

Il Labirinto delle 7 Dee

Il Labirinto delle 7 Dee

IL LABIRINTO DELLE 7 DEE

Un workshop di Marisa Raggio ©

Il workshop “IL LABIRINTO DELLE 7 DEE” si rivolge ad un pubblico femminile e si articola in una giornata esperienziale in cui provare ad osservarsi da una nuova prospettiva, per risvegliare energia vitale, creatività e pace, ritrovando e ricomponendo parti di noi nascoste o dimenticate.

Il lavoro proposto si pone come obiettivo il riconoscimento delle Dee che agiscono nella nostra psiche o meglio, nei nostri visceri, nel nostro cuore, nella nostra testa e non è affatto detto che in queste tre parti di noi, agisca la stessa Dea. Tutto ciò significa comprendere che esistono forze invisibili che plasmano la nostra condotta e il nostro mondo emozionale.

IL PROGRAMMA IN SINTESI

La giornata inizierà con un excursus di tipo logico-cognitivo per inquadrare l’Archetipo Femminile attraverso i secoli, partendo dalle divinità femminili più note del Pantheon greco-romano e prendendo in considerazione alcuni dei miti più significativi ad esse collegati.

Attraverso la narrazione e le immagini, sarà così possibile addentrarsi profondamente in questa materia affascinante, individuando gli elementi simbolici che dall’antichità continuano ad avere un forte significato evocativo ed attuale in tutte noi.

Al termine di questa panoramica le partecipanti saranno in grado sperimentare nel proprio personale mondo emotivo le valenze simboliche che maggiormente risuonano.

Questo significa “AGIRE LA DEA” ovvero comprendere quale principio archetipico domina in noi e quale invece è più sacrificato.

Il pomeriggio sarà dedicato alla condivisione delle esperienze personali di ciascuna partecipante, in un clima di fiducia e gioia, facilitata dalla energia e solidarietà del gruppo, dall’utilizzo di Essenze Floreali californiane legate alle piante con il bulbo e dall’ esperienza ultra-ventennale di insegnamento di conduzione di gruppi di Marisa Raggio.

Sarà inoltre previsto un momento di veloce riepilogo di tutti gli archetipi attraverso l’uso degli olii essenziali, secondo una ricerca effettuata da Susanna Lupoli, naturopata, floriterapeuta ed allieva di Marisa Raggio.

Prima di salutarci, a ciascuna partecipante verrà consegnata una boccetta contenente uno dei fiori californiani più in sintonia con la Dea tiranna o sacrificata, a seconda delle esigenze emerse nell’arco della giornata, affinché il lavoro iniziato insieme possa continuare individualmente nei giorni seguenti il workshop.


“In periodi particolarmente faticosi o dolorosi ci ritroviamo a pensare:
non mi riconosco più”.
Questo spesso avviene perché la situazione esterna è radicalmente mutata ed i nostri abituali schemi comportamentali diventano inadeguati.

E’ in quel momento che il nostro inconscio cerca di porre rimedio alla crisi attivando aspetti della nostra psiche che fino ad allora erano rimasti silenti.
Con un altro linguaggio possiamo dire che una dea dentro di noi, che fino a quel momento non era stata riconosciuta, si attiva, creando un certo scompiglio e dettandoci atteggiamenti ed emozioni che sorprendono noi stesse e possono creare sgomento fra chi ci sta intorno.
In questo caso noi non siamo diventate qualcun’altra, ma piuttosto stiamo esprimendo realmente noi stesse, sperimentando parti di noi che per svariare ragioni non avevamo mai voluto o potuto vedere.

Quando la donna diventa consapevole delle forze archetipiche che agiscono su di lei, ottiene il potere che questa conoscenza fornisce.
Le “Dee” sono la rappresentazione di tali forze, potenti e invisibili, che plasmano la nostra condotta ed influenzano le nostre emozioni.
Nella pratica tale conoscenza può chiarirci il mistero di certi comportamenti che avevano sorpreso prima di tutto noi stesse:

Ecco perché l’ho fatto!!!” .
Capire ci aiuta a superare il dolore e la vergogna per aver commesso errori, passi falsi che ancora ci bloccano in inutili e nocivi sensi di colpa.
E’ allora che si crea la bellissima e non facile possibilità di liberarci da quelle maschere dietro alle quali ci eravamo nascoste e che ci permettevano di vivere la nostra vita soltanto in minima parte.”


DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

Si è tenuto il primo workshop intitolato Il Labirinto delle 7 Dee a Milano con la partecipazione di 14 meravigliose donne.

Ecco alcuni dei loro commenti

 

Per ulteriori informazioni, consultate la pagina: https://www.facebook.com/labirinto7dee/

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